Esistono due correnti di pensiero diverse riguardo al Natale e sono:
- Natale ODI, che raggruppa chi proprio il Natale non lo sopporta, e gli fa venire l’orticaria questo periodo dell’anno.
- Natale AMO, che distingue chi questa ricorrenza invece la adora, la aspetta tutto l’anno e se la gode un mondo.
Io appartengo a quelli che il Natale lo amano, lo aspettano con ansia e si entusiasmano, che torna bambina,mette le canzoncine di Natale e le canta anche, propinandole ovviamente anche a tutta la famiglia!
Quelli che mettono le luci ovunque e fanno l’albero ancor prima dell’otto dicembre (perché è meraviglioso decorare la casa per le feste!), anche se poi mi ritrovo a mettere le decorazioni di sera dopo cena perché di giorno non ho mai tempo e soprattutto a litigare con le luci dell’albero con notevole quantità di sclero.
Un anno ho addirittura avuto il colpo di genio di tentare di mettere le luci sull’albero già accese.
Abbagliata e furente, che connubio!
E anche se, effettivamente, decorare la casa può diventare un momento semi tragico, nulla potrebbe distogliermi dalla felicità del Natale.
Vedete, mia mamma è finlandese, e io sono cresciuta vivendo il Natale sempre come una grande festa.
Facendo i biscotti di Natale con gli stampini con in sottofondo le canzoncine natalizie per intenderci.
Decorando ogni angolo della casa, accendendo candele alle finestre e preparando l’albero, rigorosamente non artificiale.
Quindi, se il DNA non mente, non potrebbe essere altrimenti.
Ma capisco anche chi il Natale non lo sopporta.
Perché non lo ha mai festeggiato, o l’ha vissuto come un momento qualunque, un giorno semi ordinario, non molto differente dagli altri.
Che lo vive in solitudine o che trova insopportabile la folla in centro per gli acquisti di Natale o le solite canzoni di Micheal Bublé.
La maggior parte di noi poi lavora a Natale (io faccio parte della categoria!) e il pranzo, il ritrovarsi coi parenti, invece di un momento piacevole, diventa fonte di stress…
Cucinare, preparare, predisporre…
E i regali poi, che rottura…in tanti non sanno cosa regalare, né hanno poi troppa voglia di pensarci.
A Natale non siamo più buoni, siamo stanchi come tutto il resto dell’anno e forse anche di più perché corriamo ancora e ancora, senza tirare il fiato, eppure…
Eppure l’atmosfera del Natale è unica, sempre e nonostante tutto.
Dipende, secondo me, come per tantissime altre cose della vita, con che occhi guardiamo le feste e tutto quello che gli è di contorno.
Se riusciamo a guardare il Natale con gli occhi di un bambino, per esempio, saranno pieni di magia e di entusiasmo, di sorrisi e di cose belle.
Se riusciamo ad aprire un po' il cuore, un po' di più, fermandoci ad ascoltarlo, troveremo lo spazio per gioire invece di rabbuiarci.
Se riusciamo a programmare il pranzo, le compere e le decorazioni in maniera da non stressarci e renderli momenti lieti, potremo goderceli invece che essere stravolti.
Perché il Natale è sì la festa della famiglia (e se siete genitori come lo sono io, ben lo sapete) ma è anche un momento speciale che arriva solo una volta all’anno.
Non arriverà di nuovo tanto in fretta e allora, perché non gustarselo?
E’ molto più semplice, è vero, non sopportarlo che amarlo, perché amarlo significa, in qualche modo, prendersi la responsabilità di fare l’albero, cercare i regali giusti, sorridere fino alla paresi e trovare lavoretti da far fare ai bambini.
E’ la scelta di essere un po' più felici, di rendere leggere le cose, di riuscire a fermarsi e prendersi un momento per la dolcezza.
Tutto buonismo il mio?
Ma no, io come tutti potrei viverlo in maniera stressante…con un doppio lavoro, figlia e compagno, 2 cani, 2 gatti, la casa, e le mille cose da fare potrei viverlo arcigna e musona.
Ma non riesco a non far sorridere il cuore in questo momento dell’anno.
Sorridete, sorridiamo, godiamocelo questo momento perché come tutti gli altri non tornerà.
E il tempo è così prezioso che non vale la pena di viverlo senza sorridere.