Sono, da sempre, una persona attiva.
Fin troppo a volte.. non so stare ferma e rilassarmi o semplicemente oziare.
Anche se questa mia maniera di essere ha degli svantaggi (mi fermo solo quando sono morta di stanchezza e crollo), ha anche tanti vantaggi…
Il vantaggio più grande è quello di fare sempre esperienze nuove, di tenere ogni volta piedi e cervello attivi e di riuscire, anche per mia personale attitudine, a meravigliarmi sempre di ciò che ho intorno.
Un paio di settimane fa ho prenotato (con largo anticipo) una visita e degustazione al Castello di Gabiano, un’esperienza bellissima che ho condiviso con la mia dolce metà.
Gabiano è un paesino in provincia di Alessandria, a una ventina di chilometri da Casale Monferrato, poco lontano dalla statale.
Non ha grandi particolarità, se non una posizione elevata con una vista fantastica che abbraccia la valle del Po ed il castello, che è un piccolo gioiello.
Conoscevo già Gabiano, la mia famiglia possiede una casa in zona da quando sono bambina, e spesso sono andata con gli amici al bar della piazza la domenica pomeriggio, ma non conoscevo questa meraviglia.
Il castello di Gabiano è un maniero di cui ci sono testimonianze già nell’ VIII secolo, quindi con una storia antichissima, collocato in una posizione strategica e dominante rispetto al fondovalle (lo erano tutte le roccaforti).
Come tanti altri, è passato di mano in mano per essere poi utilizzato, nel 1622, come pagamento di un debito, passando ad Agostino Durazzo Pallavicini.
Il restauro del Castello, iniziato nel 1908 dal Marchese Giacomo Durazzo Pallavicini, verrà portato a termine solo 27 anni dopo dalla Marchesa Matilde Durazzo Pallavicini dei Principi Giustiniani, che darà valore al castello in maniera eccelsa, inserendo cambiamenti strutturali mantenendo però, nel corso dei lavori, lo spirito medievale.
Ad oggi, il castello di Gabiano offre moltissime attrattive.
Oltre alle visite guidate e ad esperienze enogastronomiche, offre incontri su misura, un ristorante e una gamma di suite (luxury e junior) dove pernottare, oltre alla produzione vinicola in loco.
Entrare nel borgo significa, di fatto, entrare in un’altra dimensione…
Un luogo magico dove respirare la storia e godere di dettagli estetici curatissimi, fermarsi, respirare a fondo e assaporare la bellezza e la magnificenza di questo luogo speciale.
All’ingresso è presente l’emporio, da cui parte la visita guidata per le cantine.
I gruppi sono piccoli (massimo una ventina di persone) e anche questo aiuta ad apprezzare l’unicità del posto.
La nostra guida, Rosa, una ragazza giovane, sorridente e davvero preparata, ci introduce alla storia del castello ripercorrendola in maniera dettagliata ma mai noiosa.
Le cantine del 1200 ci accolgono con tanti particolari originali; circondati da botti, piccole e grandi, ci viene raccontata la storia dei vini del castello, la tipologia dei vini prodotti, l’invecchiamento in botte.
In una capiente vetrina, vini antichi ed odierni che illustrano le etichettature adottate.
Fantastico il tour nella cantina privata del Marchese Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani, attuale proprietario, con la sua famiglia, del castello.
Vi sono conservati i vini della sua collezione personale, veniamo invitati a cercare tra le bottiglie l’anno della nostra nascita e tutto il gruppo si sbizzarrisce a cercare, è divertente!
Tantissimi anche i consigli utili per la conservazione e la cura delle bottiglie, tips davvero utili per chi apprezza il buon vino (faccio parte della schiera degli amatori).
Di ritorno all’emporio ci aspettano cose buone da mangiare e vini da degustare.
I 3 vini proposti sono ottimi, gli stuzzichini altrettanto buoni, un connubio vincente, un tripudio per i sensi.
Per ogni vino degustato ci vengono spiegati i dettagli: gradazione, abbinamenti, temperatura ottimale di servizio.
Sazi e lievemente ebbri siamo liberi di esplorare il borgo, cartina alla mano..
La torretta panoramica, il labirinto, i giardini, tanti piccoli luoghi che racchiudono il cuore del castello e ne delineano le caratteristiche.
E’ fantastico esplorare, assaporando l’atmosfera.
Bellissime le effigi, i nomi delle vie, la visuale panoramica, il giocare dentro al labirinto (non facilissimo riuscire ad uscire!), vivere il giardino secolare.
Il castello è insomma un luogo da assaporare, ascoltare, rimirare, da cui farsi permeare e rapire.
Un luogo che mi ha colpito ed entusiasmato, un luogo splendido da vivere soprattutto in coppia e dove come coppia speriamo di tornare presto, magari per un pernotto, facendoci di nuovo rapire dalla bellezza e dalla storia.